Nel lavoro quotidiano dei team di sicurezza, uno dei limiti più evidenti è la dipendenza da segnali già noti. Indicatori di compromissione, blacklist e feed tradizionali restano fondamentali, ma spesso arrivano quando l’attacco è già in corso o, peggio, già avvenuto.
Negli ultimi anni si sta affermando un approccio diverso, che punta a osservare l’infrastruttura degli attaccanti prima che venga utilizzata. La Community Edition di Silent Push si inserisce in questo scenario, offrendo un accesso gratuito a strumenti e dataset pensati per analizzare il comportamento e le relazioni tra asset Internet.
Guardare prima che l’attacco inizi
Uno degli aspetti più interessanti dell’approccio Silent Push è il focus su ciò che precede un attacco.
Analizzando domini, indirizzi IP e configurazioni infrastrutturali, è possibile individuare schemi ricorrenti che spesso anticipano attività malevole. Si tratta di segnali meno evidenti rispetto agli IoC tradizionali, ma proprio per questo più utili in ottica preventiva.
Questo tipo di analisi consente di intercettare infrastrutture sospette nelle fasi iniziali, quando sono ancora in fase di preparazione o test.
Relazioni e contesto: la differenza rispetto ai feed tradizionali
Un altro elemento chiave è la capacità di correlare informazioni.
Piuttosto che fornire semplici elenchi di indicatori, la piattaforma permette di esplorare le connessioni tra domini, reti e servizi. Questo approccio aiuta a comprendere come si sviluppano le campagne malevole e quali elementi fanno parte della stessa infrastruttura.
Per i team SOC e per chi si occupa di threat hunting, avere accesso a questo tipo di contesto significa poter andare oltre il singolo alert e costruire una visione più completa delle minacce.
Una versione gratuita per iniziare
La Community Edition rappresenta un punto di ingresso accessibile per testare questo modello.
Pur non includendo tutte le funzionalità della piattaforma completa, consente comunque di esplorare dataset reali e comprendere come funziona un approccio basato sull’analisi predittiva.
Per molte organizzazioni, questo è sufficiente per iniziare a valutare l’integrazione di nuove fonti informative nei processi di sicurezza, senza impatti immediati in termini di investimento.
Supporto alle attività operative di sicurezza
Dal punto di vista operativo, l’utilizzo di informazioni legate all’infrastruttura può migliorare diverse attività:
- arricchimento degli alert con contesto aggiuntivo
- identificazione di domini e asset collegati a campagne note
- supporto alle attività di threat hunting
- migliore prioritizzazione degli eventi
Non si tratta di sostituire i controlli esistenti, ma di affiancarli con una prospettiva più ampia, utile soprattutto nei contesti complessi e distribuiti.
Cosa cambia per le aziende
L’accesso a strumenti di analisi predittiva, anche in forma gratuita, consente alle aziende di fare un primo passo verso modelli di sicurezza più maturi.
Integrare questo tipo di visibilità significa ampliare il perimetro di osservazione, passando da una logica centrata sugli eventi a una più orientata al contesto e alle relazioni tra asset.
In pratica, cambia il modo di leggere le minacce: non solo come eventi isolati, ma come parte di un ecosistema più ampio che può essere osservato, analizzato e, in parte, anticipato.
Per chi vuole valutarne concretamente il potenziale, è possibile scaricare la demo qui: https://www.silentpush.com/community-edition/
Foto di Stone John su Unsplash


