Cosa sono Threat Detection e Incident Response?

L’aumento delle minacce digitali ha spinto il mercato a introdurre una serie di soluzioni di sicurezza. Ma la domanda bruciante rimane: queste soluzioni sono abbastanza robuste da individuare le vulnerabilità e mitigare efficacemente i rischi? Esploriamo il campo del rilevamento delle minacce e della risposta agli incidenti, comunemente noto come TDIR, per trovare le risposte.

Cos’è esattamente il TDIR?

Evolvendo dal suo predecessore TDR, il TDIR racchiude l’intero processo di individuazione delle minacce di rete e di risposta agli incidenti, una metodologia che integra in modo fluido le capacità tradizionali del Security Operations Center (SOC), elevando il processo di sicurezza a nuovi livelli.

Ma proprio come il rischio interminabile nel mondo digitale, il TDIR diventa un percorso di miglioramento continuo, e strumenti come XDR, SIEM e SOAR sono cruciali per tenere il passo con l’assalto delle minacce informatiche.

Cos’è il Threat Detection?

Ma prima di esaminare le soluzioni per il TDIR, analizziamo la prima metà di questo dinamico duo: il Rilevamento delle Minacce. Simile a un radar di cybersecurity che scandaglia per potenziali pericoli, il rilevamento delle minacce si riferisce al processo di identificazione e analisi di potenziali minacce interne e diversi tipi di attacchi informatici o attività dannose che potrebbero compromettere la sicurezza dell’ambiente IT di un’organizzazione.

Questo approccio proattivo mira a individuare l’accesso non autorizzato, le vulnerabilità e i comportamenti anomali che potrebbero indicare una violazione della sicurezza. Il rilevamento delle minacce coinvolge il monitoraggio continuo dei dati di rete, delle applicazioni e di altri asset per individuare segni di compromissione e rischi potenziali.

I diversi tipi di Threat Detection

Il rilevamento delle minacce comprende vari metodi per identificare i potenziali rischi per la sicurezza informatica. Ecco quattro tipologie:

1. Rilevamento basato su firme:
Utilizza modelli o firme predefiniti per identificare minacce conosciute.
Comunemente usato nei software antivirus.
Limitazione: Inefficace contro minacce nuove o in evoluzione.

2. Analisi comportamentale:
Esamina i modelli di comportamento per individuare anomalie.
Si concentra sulle deviazioni dal normale comportamento del sistema o dell’utente.
Effettivo nell’individuare minacce precedentemente sconosciute.

3. Rilevamento basato sull’apprendimento automatico:
Impiega algoritmi per analizzare i dati e apprendere modelli.
Si adatta alle minacce in evoluzione migliorando continuamente la sua comprensione.
Aumenta l’accuratezza nell’individuare minacce complesse e dinamiche.

4. Intelligence sulle minacce:
Coinvolge il monitoraggio di fonti esterne per informazioni sulle minacce emergenti.
Integra dati sulle minacce esterne per potenziare le capacità di rilevamento.
Consente una difesa proattiva contro le minacce conosciute.

Cos’è incident Response?

Ora, l’altra metà del TDIR – la risposta agli incidenti, è l’approccio organizzato e strategico adottato dalle organizzazioni in risposta agli incidenti di sicurezza informatica individuati nella fase di rilevamento delle minacce. Coinvolge una serie di procedure mirate a individuare, gestire e mitigare l’impatto degli attacchi informatici per ridurre al minimo danni, tempi di ripristino e costi complessivi. Questo avviene attraverso:

– Identificazione e contenimento dell’incidente
– Eradicazione della minaccia
– Ripristino dei sistemi interessati
– Conduzione di un’analisi post-incidente approfondita per migliorare la gestione degli incidenti futuri

In termini più semplici, la risposta agli incidenti (IR) è il processo in cui un team dedicato utilizza framework e strumenti per razionalizzare e migliorare gli sforzi di risposta alla sicurezza.

Le Fasi della Incident Response

Una risposta agli incidenti ben consolidata è fondamentale per una sicurezza efficiente e risultati migliorati. Ma, naturalmente, ogni organizzazione è unica. Lo stesso vale per la risposta agli incidenti nella sicurezza informatica, dove vengono considerate diverse metriche e framework.

Anche se le organizzazioni ben note hanno il proprio insieme di approcci IR e metodi di soluzione comuni, tutto si riduce a sei fasi principali. Esaminiamo le sei fasi della risposta agli incidenti:

1. Pianificazione: Ogni processo inizia con la preparazione. I team IR elaborano politiche essenziali, playbook e implementano gli strumenti giusti per garantire di essere pronti per qualsiasi sfida di sicurezza che si presenti loro.
2. Rilevamento: Passando rapidamente all’azione, la fase di rilevamento mette in luce il compito cruciale dell’identificazione delle minacce. Utilizzando strategie di rilevamento efficaci, il team setaccia i dati per individuare, valutare e convalidare potenziali incidenti di sicurezza.
3. Contenimento: Una volta individuata una minaccia alla sicurezza e validata la sua esistenza, l’attenzione si sposta sul contenimento. Viene attivato un piano di risposta agli incidenti ben ponderato, mirando a limitare i danni e riprendere rapidamente il controllo del sistema.
4. Eradicazione: Con il contenimento riuscito, entra in gioco la fase di eradicazione per eliminare ogni traccia delle minacce. Ciò comporta l’eliminazione di account utente maligni e la valutazione approfondita delle vulnerabilità che potrebbero essere state sfruttate.
5. Ripristino: Quando è tempo di riprendersi, inizia la fase di ripristino ed è tutto incentrato sul ripristino delle operazioni normali. I team IR intraprendono passi strategici per mitigare rischi e vulnerabilità, garantendo che il sistema si rimetta in piedi.
6. Rimedio: Chiudendo il capitolo, la fase di rimedio è dove si imparano le lezioni. Nonostante le potenziali gravi conseguenze della violazione, il team effettua una revisione approfondita – dall’identificazione di falle di sicurezza all’esame di politiche potenzialmente obsolete. Non si tratta solo di recuperare; si tratta di evolvere e rafforzarsi contro le minacce future.

Come si è evoluto il TDIR rispetto al TDR?

Il rilevamento delle minacce e la risposta agli incidenti derivano dalle carenze del TDR. Il TDIR offre una maggiore copertura attraverso funzionalità, consentendo un piano di sicurezza più consolidato e meno rischi di sicurezza e violazioni in futuro. Quindi, si è evoluto da semplice rilevamento e risposta alle minacce a ora rilevamento delle minacce e risposta agli incidenti.

La piccola modifica potrebbe sembrare insignificante e può essere trascurata, ma è in realtà monumentale. Con la risposta agli incidenti nell’equazione, aree chiave come l’eradicazione, il ripristino e la ripresa hanno luogo.

L’impatto del rilevamento delle minacce e della risposta agli incidenti

La rilevanza del TDIR si estende oltre l’individuazione delle vulnerabilità e la risposta agli attacchi informatici. È un processo a tutto campo che influenza l’intera attività aziendale, dal lato finanziario all’aspetto gestionale. Con il TDIR, tutti i sistemi e le reti possono essere mantenuti in uno stato sicuro.

E naturalmente, la tecnologia influenza la crescente necessità di migliori strumenti TDIR. Le minacce informatiche continuano a moltiplicarsi e l’unico modo per combattere questi rischi è avere un’infrastruttura sicura e un framework di sicurezza affidabile.

Quali minacce identifica e previene il TDIR?

Il panorama informatico è sommerso da minacce, in agguato e semplicemente in attesa del prossimo bersaglio. Anche con l’ampiezza e la complessità di questi rischi, una piattaforma affidabile di playbook TDIR svolge il compito di proteggere il sistema da queste possibili minacce. Alcune delle minacce informatiche ampiamente diffuse includono:

– Ransomware
– Malware
– Attacchi DDoS
– Phishing
– Worms

Oltre agli attacchi informatici tipici, ci sono anche campagne di attacco più ingenue che creano un rischio aggiuntivo per le aziende. Le minacce persistenti avanzate o APT sono campagne altamente sofisticate e sostenute che facilmente eludono le misure di sicurezza. Queste sono supportate da hacker di alto livello, configurando una violazione più complessa nel sistema.

Strumenti per il Rilevamento delle Minacce e la Risposta agli Incidenti

Nel corso degli anni, gli strumenti che supportano il TDIR si sono evoluti, con i cambiamenti largamente influenzati dalle modifiche nel panorama digitale e dalla modernizzazione delle minacce che sfuggono al radar. XDR, SIEM e SOAR sono alcune delle tecnologie più comuni che ruotano attorno alla metodologia TDIR. Ognuna presenta specializzazioni nella sicurezza dell’infrastruttura, anche se si sovrappongono in determinate aree.

XDR (Extended Detection and Response)
XDR fornisce un solido piano d’azione in termini di rilevamento delle minacce e indagini attraverso la correlazione dei dati tra diversi strati di sicurezza. Questi includono informazioni raccolte da endpoint, carichi di lavoro cloud, reti, server e simili. Attraverso un’analisi dettagliata della sicurezza, ottimizza i tempi di risposta e migliora le indagini.

SIEM (Security Information and Event Management)
SIEM supporta i principali framework del TDIR, in particolare il rilevamento delle minacce e la gestione della sicurezza. Lavora sulla raccolta e analisi approfondite delle informazioni di sicurezza per identificare minacce potenziali prima che raggiungano il sistema. Questa tecnologia moderna utilizza varie fonti per individuare eventuali deviazioni dalla norma e intraprendere le azioni necessarie.

SOAR (Security Automation, Orchestration, and Response)
Gli strumenti SOAR combinano risposta agli incidenti, orchestrazione, automazione e capacità di intelligence sulle minacce in un’unica funzionalità. I team SOC moderni hanno superato gli strumenti SOAR e ora optano per piattaforme di automazione della sicurezza abilitate all’IA per i loro casi d’uso SOAR e TDIR. Le piattaforme di automazione della sicurezza sono uno strumento TDIR efficace, accelerando significativamente il processo di mitigazione grazie al loro approccio flessibile e scalabile all’automazione della risposta agli incidenti, aggiungendo contesto dettagliato ai dati degli incidenti e unificando tutti gli elementi del Security Operations Center (SOC).

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Ottenere un team di professionisti competenti non è semplicemente sufficiente per contrastare gli attuali attacchi informatici e le minacce emergenti nel settore. Ogni impresa, soprattutto quelle più grandi, ha bisogno di strumenti dedicati e avanzati per risolvere i problemi di sicurezza e ottimizzare i processi in modo efficiente.

Per questo motivo, una missione fondamentale di Swimlane è quella di proteggere le organizzazioni da vulnerabilità e violazioni e ottimizzare le procedure di sicurezza principali. Swimlane Turbine è la prima e unica piattaforma di automazione della sicurezza abilitata all’IA che sta ridefinendo i processi SecOps attraverso soluzioni di rilevamento e risposta alle minacce a basso codice.

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