Per ampliare l’IP administration si deve introdurre l’ipv6, che di solito deve girare in parallelo con l’ipv4.
Molte organizzazioni superano in questo modo il confine critico dove la struttura IP diventa talmente ampia che si rende necessario un supporto migliore della sola documentazione.
Esistono molte piattaforme di IPaddress management (detto IPAM) tra cui scegliere, dai freeware con diversi livelli di ambizione fino a
sistemi commerciali con server ridondanti, integrazione avanzata e diverse infrastrutture. Proteus della canadese BlueCat Networks appartiene a quest’ultima categoria.
TechWord ha affittato un Proteus 2150 in grado di gestire 20 server DHCP/DNS, mentre suo fratello più grande Proteus 5000 non ha questa limitazione. Proteus è anche disponibile come server virtuale (VMware o MS Hyper-V) e cloud computing, quindi non ci si può
lamentare dell’offerta. I server DHCP/ DNS supportati sono Microsoft e BlueCat Adonis.
Questi ultimi funzionano anche in modo virtuale oppure con hardware proprio di diverse dimensioni. Possibilità infinite Dopo l’installazione tutta la gestione avviene su una semplice interfaccia web. Proteus può importare informazioni da router (Cisco) e diversi server, è facile da usare ma le molteplici possibilità di scelta costringono i principianti a un po’ di studio.
La documentazione è ampia e in generale di buona qualità. Per dotarsi di un Proteus bisogna avere la necessità di gestire almeno
qualche migliaia di indirizzi IP. Un’eccezione è rappresentata dalle strutture che comportano sfide tutte particolari, come ad esempio i comuni che contano molte attività decentralizzate e necessitano di uno strumento che consenta un controllo globale, e allo stesso tempo di limitare alle singole reti i diritti degli amministratori locali.
Il verdetto di TechWorld
Proteus (Proteo) è il nome di una divinità marina della mitologia greca e anche se il 2150 non ha proprio lo stesso status, offre possibilità enormi. Nel tempo limitato a nostra disposizione per il test non abbiamo potuto analizzare tutte le funzionalità necessarie per usare appieno le potenzialità di Proteus.
Nonostante la nostra attenta ricerca, non abbiamo scoperto nessuna mancanza e il sistema è stato studiato fin nei minimi particolari. Ed è bene che sia così, visti i costi e il gruppo target del prodotto. Particolarmente interessante e attuale è il supporto dell’ipv6, che manca ancora in molte delle alternative con codice sorgente aperto.
Scarica l'articolo di TechWorld in PDF